In Parlamento si discute il ddl Spazio, perché Giorgia Meloni può favorire Elon Musk con questa legge. I dettagli.
Negli ultimi anni, la space economy è diventata un settore strategico per governi e aziende private, questo Giorgia Meloni lo sa. La crescente dipendenza dalle comunicazioni satellitari ha reso fondamentale regolamentare il mercato per garantire sicurezza e sovranità tecnologica. In Italia, la discussione sul ddl Spazio ha acceso un acceso dibattito politico, soprattutto per le implicazioni di un possibile accordo con Starlink, la rete satellitare di Elon Musk.
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Il ddl Spazio e il ruolo di Starlink
Il ddl Spazio, attualmente in discussione alla Commissione Attività Produttive della Camera, prevede la creazione di una riserva nazionale di capacità trasmissiva satellitare, che potrebbe coinvolgere anche aziende extra UE. L’opposizione ha proposto un emendamento per dare priorità alle aziende europee, ma il governo ha bocciato la modifica, alimentando i sospetti che la legge possa favorire Starlink.
Secondo il deputato Andrea Casu del Partito Democratico, “L’Italia deve scrivere norme per essere protagonista della rincorsa satellitare europea, non il primo Paese dell’Unione a decidere di consegnare mani e piedi il proprio futuro a Elon Musk”. Il timore è che affidarsi a un’azienda americana possa esporre l’Italia a rischi di dipendenza tecnologica e strategica.
Un caso emblematico è quello dell’Ucraina: secondo alcune fonti, Donald Trump avrebbe minacciato Volodymyr Zelensky di interrompere l’accesso ai satelliti Starlink, fondamentali per la difesa del Paese, se non venisse raggiunto un accordo sulle terre rare. Questo episodio dimostra come il controllo delle infrastrutture satellitari possa diventare un’arma geopolitica.
Il sospetto di un provvedimento “su misura”
La capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) in Commissione Attività Produttive, Francesca Ghirra, ha attaccato duramente il governo: “Il ddl Spazio è pensato e voluto dalla presidente Giorgia Meloni per servire su un piatto d’argento a Elon Musk il monopolio del nostro spazio”. L’opposizione chiede maggiori garanzie per evitare che le infrastrutture strategiche italiane finiscano sotto il controllo di un’azienda privata straniera.
In risposta alle critiche, il governo ha introdotto due modifiche al ddl, prevedendo che l’assegnazione degli appalti debba garantire la sicurezza nazionale e un ritorno industriale per il sistema Paese. Tuttavia, le opposizioni ritengono che queste modifiche non siano sufficienti a escludere il rischio di una dipendenza da Starlink.
Il vero nodo della questione resta la sovranità tecnologica dell’Italia e il ruolo della NATO. Se il ddl Spazio dovesse realmente aprire la strada a Starlink, l’influenza di Elon Musk sulle comunicazioni militari dei Paesi membri dell’Alleanza Atlantica potrebbe aumentare sensibilmente. Una partita geopolitica in cui anche l’Italia sembra essere coinvolta.